Descrizione
CESANA TORINESE – La decisione di sospendere la circolazione ferroviaria tra Bussoleno e Bardonecchia dal 10 agosto al 9 ottobre 2026, per consentire lavori di manutenzione straordinaria sulla linea, sta suscitando forte preoccupazione e profondo disappunto nel territorio dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea.
La sospensione interesserà i collegamenti regionali della Sfm3 Torino Porta Nuova–Susa/Bardonecchia e, in alcune giornate, anche i collegamenti Frecciarossa Roma Termini–Bardonecchia, con cancellazioni e variazioni nella tratta Torino-Bardonecchia.
Il territorio non contesta la necessità di intervenire sulla rete ferroviaria e di effettuare lavori di manutenzione e ammodernamento. A essere contestata è la scelta dei tempi, che porta a interrompere un servizio fondamentale proprio nel cuore della stagione turistica estiva e in un periodo nel quale le località dell’Alta Valle di Susa sono interessate da un importante afflusso di visitatori.
«È una scelta che riteniamo assolutamente inaccettabile – sottolinea il Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e Sindaco di Sauze d’Oulx, Mauro Meneguzzi – perché va a colpire direttamente il territorio e, in modo incredibile, il nostro comparto turistico. Nessuno mette in discussione la necessità di fare i lavori sulla linea ferroviaria, ma è incomprensibile che si scelga di alterare il servizio proprio in piena stagione turistica».
A preoccupare è anche la modalità con cui il servizio ferroviario verrà sostituito. I collegamenti saranno effettuati con autobus, i cui tempi di percorrenza potranno essere condizionati dal traffico stradale. Inoltre, sui mezzi sostitutivi non sarà consentito il trasporto di biciclette, monopattini elettrici, monowheel, hoverboard e altri mezzi di micromobilità, né di animali di grossa taglia.
«Ci troviamo di fronte a una contraddizione che non possiamo non evidenziare – prosegue Meneguzzi –. Da una parte continuiamo giustamente a parlare di mobilità sostenibile, di trasporto pubblico e di trasporto green; dall'altra, proprio nel periodo in cui il territorio turistico ha maggiore necessità di collegamenti ferroviari, si interrompe il servizio e si trasferiscono i passeggeri sulla gomma. È difficile comprendere la logica di una decisione di questo tipo».
Il Presidente dell’Unione Montana richiama quindi l’attenzione sulla necessità che le decisioni riguardanti le infrastrutture e i servizi di trasporto tengano conto delle caratteristiche e delle esigenze dei territori.
«Chi prende queste decisioni deve conoscere meglio la Valle di Susa e deve comprendere che cosa rappresenta questo territorio all'interno del sistema Piemonte – afferma Meneguzzi –. La ferrovia non è soltanto un servizio per i residenti: è una porta di accesso fondamentale per il nostro turismo, per chi arriva dalla città, per chi vuole raggiungere le nostre montagne senza utilizzare l'auto. Interrompere il collegamento proprio in questo periodo significa penalizzare l'intero sistema».
Il rischio, secondo Meneguzzi, è quello di vanificare gli investimenti e il lavoro che amministrazioni e operatori stanno portando avanti per rendere le località sempre più attrattive e accessibili.
«Noi possiamo fare tutto quello che vogliamo: investire, ammodernare le località, aprire gli impianti, realizzare e valorizzare i sentieri, sviluppare i bike park e costruire un'offerta turistica sempre più qualificata. Ma se poi togliamo i treni o rendiamo difficile raggiungere la montagna, rischiamo di vanificare una parte importante di questo lavoro. Se la gente si imbestialisce perché non trova i servizi che si aspetta, alla fine sceglie un'altra destinazione. E questo, per un territorio turistico, è un problema serio».
L’auspicio dell’Unione Montana è quindi che Ferrovie dello Stato e tutti i soggetti competenti possano valutare soluzioni capaci di ridurre al minimo l’impatto dell’interruzione sul sistema turistico, garantendo collegamenti sostitutivi realmente efficaci e adeguati alle esigenze dell’Alta Valle di Susa.
«Siamo assolutamente favorevoli agli investimenti sulla ferrovia e al suo potenziamento – conclude Meneguzzi – ma gli interventi devono essere programmati tenendo conto anche delle esigenze del territorio. Non possiamo continuare a parlare di sostenibilità, di turismo accessibile e di mobilità pubblica e poi trovarci senza treni proprio nel momento di maggiore utilizzo. È una situazione fuori dal mondo e, per quanto ci riguarda, non può essere considerata normale né accettabile».
La voce di Bardonecchia nelle parole del Sindaco Chiara Rossetti: “Siamo al limite della provocazione e la misura è colma. Sottoscrivo e rilancio con forza l'allarme del Presidente Meneguzzi, ma da Sindaco di Bardonecchia devo dire le cose esattamente come stanno: questo non è solo un colpo basso al turismo nel picco di agosto, è un vero e proprio atto di scelleratezza amministrativa e istituzionale che calpesta un’intera comunità.
A sdegnarci di più è il metodo: decisioni calate dall’alto, prese chiusi nelle stanze dei bottoni senza neppure informare, consultare o condividere un solo passaggio con i Sindaci e con il territorio. Ci trattano come sudditi da informare a cose fatte, ignorando del tutto le ripercussioni concrete sulle nostre vite.
Sforzi e investimenti buttati al vento: Per anni abbiamo lavorato duramente, investendo risorse ed energie per riqualificare l'offerta turistica, promuovere la mobilità sostenibile, la tutela dell'ambiente e accogliere chi sceglie la montagna in modo green. In un giorno, con un colpo di spugna, mettono a rischio anni di sacrifici fatti da amministratori, commercianti e operatori economici. Se togli i treni e blocchi le strade, vanifichi tutto e spingi le persone a scappare altrove.
Beffa ecologica: Ci riempiono la testa con la propaganda sulla tutela dell'ambiente, e poi? Si interrompe il servizio ferroviario, si vietano le biciclette e la micromobilità sui mezzi sostitutivi e si stipano centinaia di persone su autobus a gasolio incolonnati nel traffico della statale. È un cortocircuito ecologico grottesco.
Lavoratori e studenti abbandonati: Non ci sono solo i turisti. Chi lavora ogni giorno nei nostri alberghi, nei negozi o nei cantieri, e gli studenti pendolari vengono condannati a un'odissea quotidiana. Questo significa non avere alcun rispetto per chi lavora e garantisce la tenuta economica e sociale della nostra Valle.
Stazione deserta e trasporti transfrontalieri nell'oblio: La stazione di Bardonecchia è ormai palesemente abbandonata a se stessa. E la situazione dei collegamenti transfrontalieri con la Francia è diventata semplicemente vergognosa: un asse strategico internazionale completamente dimenticato, trasformando quella che dovrebbe essere la porta d'Europa in un binario morto.
Basta con la demagogia e le prese in giro. Chi ha firmato questo scempio ci metta la faccia e venga in Valle a spiegare ai cittadini, ai lavoratori e agli operatori perché le loro esigenze non contano nulla. Pretendiamo rispetto, risposte immediate e un tavolo d'emergenza: il territorio non starà a guardare in silenzio mentre si distrugge il lavoro di anni”.
Al grido di allarme si unisce anche TurinAlps, l’Associazione dei Consorzi Turistici della Valle di Susa, per voce del suo Presidente Giorgio Montabone: “Noi siamo veramente rimasti increduli della notizia perché, ovviamente, se i lavori vanno fatti, prima o poi devono essere fatti. Però la cosa che vengano inseriti nel bel mezzo della stagione, a metà agosto, cioè non in inizio stagione, fine stagione, cioè a metà agosto, ci lascia veramente esterrefatti. E la cosa ancora più grave, secondo il nostro modesto parere, è che questa cosa non fosse stata comunicata. Non dico limitatamente ai Consorzi, mi pare di aver capito anche ai Sindaci del territorio, per cui questo fa capire quanto RFI sia sensibile nei confronti del comparto più importante della Valle di Susa, che come sappiamo ha degli numeri importantissimi per quanto riguarda il turismo montano piemontese. Per cui una sensibilità nei confronti del turismo pari a zero, perché non si può immaginare di mettere nel bel mezzo della stagione lavori di questo tipo qui”.
La sospensione interesserà i collegamenti regionali della Sfm3 Torino Porta Nuova–Susa/Bardonecchia e, in alcune giornate, anche i collegamenti Frecciarossa Roma Termini–Bardonecchia, con cancellazioni e variazioni nella tratta Torino-Bardonecchia.
Il territorio non contesta la necessità di intervenire sulla rete ferroviaria e di effettuare lavori di manutenzione e ammodernamento. A essere contestata è la scelta dei tempi, che porta a interrompere un servizio fondamentale proprio nel cuore della stagione turistica estiva e in un periodo nel quale le località dell’Alta Valle di Susa sono interessate da un importante afflusso di visitatori.
«È una scelta che riteniamo assolutamente inaccettabile – sottolinea il Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e Sindaco di Sauze d’Oulx, Mauro Meneguzzi – perché va a colpire direttamente il territorio e, in modo incredibile, il nostro comparto turistico. Nessuno mette in discussione la necessità di fare i lavori sulla linea ferroviaria, ma è incomprensibile che si scelga di alterare il servizio proprio in piena stagione turistica».
A preoccupare è anche la modalità con cui il servizio ferroviario verrà sostituito. I collegamenti saranno effettuati con autobus, i cui tempi di percorrenza potranno essere condizionati dal traffico stradale. Inoltre, sui mezzi sostitutivi non sarà consentito il trasporto di biciclette, monopattini elettrici, monowheel, hoverboard e altri mezzi di micromobilità, né di animali di grossa taglia.
«Ci troviamo di fronte a una contraddizione che non possiamo non evidenziare – prosegue Meneguzzi –. Da una parte continuiamo giustamente a parlare di mobilità sostenibile, di trasporto pubblico e di trasporto green; dall'altra, proprio nel periodo in cui il territorio turistico ha maggiore necessità di collegamenti ferroviari, si interrompe il servizio e si trasferiscono i passeggeri sulla gomma. È difficile comprendere la logica di una decisione di questo tipo».
Il Presidente dell’Unione Montana richiama quindi l’attenzione sulla necessità che le decisioni riguardanti le infrastrutture e i servizi di trasporto tengano conto delle caratteristiche e delle esigenze dei territori.
«Chi prende queste decisioni deve conoscere meglio la Valle di Susa e deve comprendere che cosa rappresenta questo territorio all'interno del sistema Piemonte – afferma Meneguzzi –. La ferrovia non è soltanto un servizio per i residenti: è una porta di accesso fondamentale per il nostro turismo, per chi arriva dalla città, per chi vuole raggiungere le nostre montagne senza utilizzare l'auto. Interrompere il collegamento proprio in questo periodo significa penalizzare l'intero sistema».
Il rischio, secondo Meneguzzi, è quello di vanificare gli investimenti e il lavoro che amministrazioni e operatori stanno portando avanti per rendere le località sempre più attrattive e accessibili.
«Noi possiamo fare tutto quello che vogliamo: investire, ammodernare le località, aprire gli impianti, realizzare e valorizzare i sentieri, sviluppare i bike park e costruire un'offerta turistica sempre più qualificata. Ma se poi togliamo i treni o rendiamo difficile raggiungere la montagna, rischiamo di vanificare una parte importante di questo lavoro. Se la gente si imbestialisce perché non trova i servizi che si aspetta, alla fine sceglie un'altra destinazione. E questo, per un territorio turistico, è un problema serio».
L’auspicio dell’Unione Montana è quindi che Ferrovie dello Stato e tutti i soggetti competenti possano valutare soluzioni capaci di ridurre al minimo l’impatto dell’interruzione sul sistema turistico, garantendo collegamenti sostitutivi realmente efficaci e adeguati alle esigenze dell’Alta Valle di Susa.
«Siamo assolutamente favorevoli agli investimenti sulla ferrovia e al suo potenziamento – conclude Meneguzzi – ma gli interventi devono essere programmati tenendo conto anche delle esigenze del territorio. Non possiamo continuare a parlare di sostenibilità, di turismo accessibile e di mobilità pubblica e poi trovarci senza treni proprio nel momento di maggiore utilizzo. È una situazione fuori dal mondo e, per quanto ci riguarda, non può essere considerata normale né accettabile».
La voce di Bardonecchia nelle parole del Sindaco Chiara Rossetti: “Siamo al limite della provocazione e la misura è colma. Sottoscrivo e rilancio con forza l'allarme del Presidente Meneguzzi, ma da Sindaco di Bardonecchia devo dire le cose esattamente come stanno: questo non è solo un colpo basso al turismo nel picco di agosto, è un vero e proprio atto di scelleratezza amministrativa e istituzionale che calpesta un’intera comunità.
A sdegnarci di più è il metodo: decisioni calate dall’alto, prese chiusi nelle stanze dei bottoni senza neppure informare, consultare o condividere un solo passaggio con i Sindaci e con il territorio. Ci trattano come sudditi da informare a cose fatte, ignorando del tutto le ripercussioni concrete sulle nostre vite.
Sforzi e investimenti buttati al vento: Per anni abbiamo lavorato duramente, investendo risorse ed energie per riqualificare l'offerta turistica, promuovere la mobilità sostenibile, la tutela dell'ambiente e accogliere chi sceglie la montagna in modo green. In un giorno, con un colpo di spugna, mettono a rischio anni di sacrifici fatti da amministratori, commercianti e operatori economici. Se togli i treni e blocchi le strade, vanifichi tutto e spingi le persone a scappare altrove.
Beffa ecologica: Ci riempiono la testa con la propaganda sulla tutela dell'ambiente, e poi? Si interrompe il servizio ferroviario, si vietano le biciclette e la micromobilità sui mezzi sostitutivi e si stipano centinaia di persone su autobus a gasolio incolonnati nel traffico della statale. È un cortocircuito ecologico grottesco.
Lavoratori e studenti abbandonati: Non ci sono solo i turisti. Chi lavora ogni giorno nei nostri alberghi, nei negozi o nei cantieri, e gli studenti pendolari vengono condannati a un'odissea quotidiana. Questo significa non avere alcun rispetto per chi lavora e garantisce la tenuta economica e sociale della nostra Valle.
Stazione deserta e trasporti transfrontalieri nell'oblio: La stazione di Bardonecchia è ormai palesemente abbandonata a se stessa. E la situazione dei collegamenti transfrontalieri con la Francia è diventata semplicemente vergognosa: un asse strategico internazionale completamente dimenticato, trasformando quella che dovrebbe essere la porta d'Europa in un binario morto.
Basta con la demagogia e le prese in giro. Chi ha firmato questo scempio ci metta la faccia e venga in Valle a spiegare ai cittadini, ai lavoratori e agli operatori perché le loro esigenze non contano nulla. Pretendiamo rispetto, risposte immediate e un tavolo d'emergenza: il territorio non starà a guardare in silenzio mentre si distrugge il lavoro di anni”.
Al grido di allarme si unisce anche TurinAlps, l’Associazione dei Consorzi Turistici della Valle di Susa, per voce del suo Presidente Giorgio Montabone: “Noi siamo veramente rimasti increduli della notizia perché, ovviamente, se i lavori vanno fatti, prima o poi devono essere fatti. Però la cosa che vengano inseriti nel bel mezzo della stagione, a metà agosto, cioè non in inizio stagione, fine stagione, cioè a metà agosto, ci lascia veramente esterrefatti. E la cosa ancora più grave, secondo il nostro modesto parere, è che questa cosa non fosse stata comunicata. Non dico limitatamente ai Consorzi, mi pare di aver capito anche ai Sindaci del territorio, per cui questo fa capire quanto RFI sia sensibile nei confronti del comparto più importante della Valle di Susa, che come sappiamo ha degli numeri importantissimi per quanto riguarda il turismo montano piemontese. Per cui una sensibilità nei confronti del turismo pari a zero, perché non si può immaginare di mettere nel bel mezzo della stagione lavori di questo tipo qui”.
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Letzte Änderung: 08.08.2026 15:08:01