MAURIZIO PERRON: DALLA FORESTA NERA ALL’ICE HOTEL

Never ending story

SAUZE D’OULX – Rientrato a metà settembre dalla Germania, invitato a partecipare al simposio di scultura su legno di Kenzingen (cittadina tedesca a nord ovest nel cuore Foresta Nera), Maurizio Perron è pronto per partire a novembre alla volta della Svezia per partecipare alla costruzione dell’Ice Hotel in Lapponia. L’artista di Sauze d’Oulx può vantare innumerevoli partecipazioni a simposi di scultura e workshop internazionali ed è tra i più richiesti nell’ambito di manifestazioni europee ed extraeuropee.

Maurizio Perron“Sono stato chiamato – racconta Perron – a partecipare al simposio di Kenzingen assieme ad altri colleghi colombiani, tedeschi, romeni e polacchi. La mia scultura, intitolata “Never ending story” rappresenta il dualismo tra due figure dello stesso oggetto vincolate dalla simbiosi: l’una non può esistere senza l’altra. Un po’ come nella vita comune tra il corpo e la mente. L’opera, assieme a quelle degli altri scultori, è stata posizionata nel parco della cittadina dove vi rimarrà, come da regolamento del simposio, sino alla prossima primavera. Poi si vedrà. Se il comune di Kenzingen a decidere sul futuro delle opere. Adesso trascorrerò un periodo a lavorare qui a Jouvenceaux poi, a novembre andrò in Svezia. Per la quinta volta sono stato chiamato per dare il mio contributo nella realizzazione dell’Ice Hotel. Dopo aver lavorato in passato nella realizzazione delle suite, quest’anno è stato approvato il mio progetto per la realizzazione del bar. Si tratta di un lavoro imponente, un vero e proprio bar funzionante a meno 5 gradi, che scolpirò nel ghiaccio con la collaborazione di due colleghi svedesi”.